sabato 6 marzo 2010

Il vero senso della festa delle donne...

E' iniziato il week end della donna, pieno di promozioni, eventi, seratone!
....ma è veramente così che andrebbe festeggiato questo anniversario?
Andando a vedere maschioni palestrati che rimangono in perizoma per farci urlare in preda agli estrogeni più selvaggi? o andando a vedere il famoso belloccio di turno in discoteca? 

Io credo di no....

Intanto vorrei ricordarvi la nascita di questa ricorrenza:
le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale a favore delle donne da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.

Io il senso della festa delle donne l'ho provato qualche giorno fa mentre mi trovavo ammassata in una coda di quasi mille persone per riuscire ad entrare alla mostra di Corot alla Gran Guardia a Verona che quel giorno era gratis, per le donne appunto.
Solo che evidentemente il Comune di Verona, realizzando questa promozione, non aveva pensato ad una così grande affluenza perciò alle 17.30 (ora di inizio della promozione) le due rampe di scale che portavano all'inizio del percorso della mostra erano ricolme di gente, soprattutto donne dai 50 anni in su, o studentesse.
La coda è durata un'ora e mezza prima di riuscire a gustarmi finalmente Corot, Monet, Picasso e compagni ma in questo ammasso di donne il tempo mi è passato relativamente veloce e allegro; io ero lì con alcune amiche e in questa situazione di lamentele continue e supporto reciproco abbiamo conosciuto delle signore di Verona e dintorni che ci aiutavano a rimaner compatte e a non perderci nella folla scalmanata, una di queste stava addirittura per adottare la mia amica Elena e ribattezzarla Giuliana! Abbiamo riso talmente tanto che rifarei il tutto, patendo lo stesso caldo e la sensazione di essere una sardina in scatola, solo per quanto ci siamo divertite con tutte queste donne! Elisia, un'altra delle ragazze che era con me, si indirizzava a loro in dialetto e gli rispondeva molto spudoratamente chiamandole "SIORE" ma queste non l'hanno presa a male e le rispondevano allo stesso modo! E' stato così che siamo state testimoni di una serie di dialoghi surreali che solo a pensarci mi viene ancora da ridere!
Insomma, per concludere, in quelle poche ore ho sentito un forte senso di appartenenza al mondo femminile, più di quanto mi fosse mai capitato e anche una qualsiasi signorona impellicciata, che se avessi trovato in centro avrei catalogato come "donna con la puzza sotto il naso", in quel frangente mi si è mostrata come donna semplice.
Perciò per me è questo il senso della festa della donna: SOLIDARIETA' ED APPARTENENZA!!
GiAdA

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